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Il taishôgoto è uno strano ibrido tra uno strumento tradizionale giapponese e uno strumento musicale occidentale: si tratta essenzialmente di una specie di koto a cui è stata aggiunta una serie di tasti che permettono di premere le corde nei punti necessari a produrre una scala musicale secondo il temperamento equabile occidentale (tra gli strumenti della famiglia del koto ha una stretta affinità soprattutto con il nigenkin). Il nome taishôgoto significa "koto Taishô" ed è stato assegnato allo strumento dal suo ideatore Morita Gorô in quanto l'invenzione è avvenuta nel primo anno dell'era Taishô (1912).
Lo strumento è costituito da una cassa armonica di legno lunga 70 - 80 cm; a seconda dei modelli possiede 5 o 6 corde, di cui 3 sono sottili e sono accordate all'unisono (di solito sulla nota Sol), mentre le rimanenti 2 o 3 sono più spesse e sono accordate sulla stessa nota un'ottava più in basso. Ad una estremità (alla destra del suonatore) le corde sono fissate ad una cordiera e passano sopra un ponticello che le tiene sollevate dalla cassa; all'altra estremità esse sono avvolte ciascuna su una chiave a vite inserita in un cavigliere simile a quello della chitarra. Questo sistema meccanico di tensionamento permette di accordare facilmente lo strumento.
Durante l'esecuzione lo strumento viene posto su un tavolo; l'esecutore, seduto di fronte ad esso, fa suonare contemporaneamente tutte le corde colpendole in rapida successione con un plettro (simile a quello usato per la chitarra) tenuto nella mano destra mentre con la sinistra preme i tasti. Lo strumento non è in grado di emettere accordi ma può produrre una sola nota alla volta: la presenza di diverse corde ha unicamente la funzione di arricchire il timbro sonoro.
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| Estensione del taishôgoto (sono anche riportati i simboli con cui le note sono indicate sulle intavolature per lo strumento) |
Il taishôgoto ha un'estensione piuttosto limitata (circa un'ottava e mezza, dal Sol1 al Re1), all'interno della quale può emettere tutta la scala cromatica. I tasti, simili a quelli di una macchina da scrivere, sono disposti su due file: sopra la fila principale di tasti bianchi che servono per produrre la scala diatonica si trova una scala di tasti neri (in posizione corrispondente ai tasti neri di un pianoforte) per le note cromatiche.
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| La melodia tradizionale Sakura, sakura scritta come intavolatura per taishôgoto. Sotto i numeri che indicano i tasti da premere è scritto il testo della canzone; sopra di essi sono invece riportate le diteggiature da usare (親 = pollice, 人 = indice; 中 = medio, 薬 = anulare, 小 = mignolo, 開 = corda vuota) |
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| La stessa melodia trascritta in notazione occidentale (pentagramma) |
Come per la maggior parte degli strumenti musicali giapponesi, gli spartiti per taishôgoto sono scritti utilizzando una intavolatura: le note dell'ottava centrale dell'estensione dello strumento sono indicate con i numeri da 1 (Do0) a 7 (Si0); per le note dell'ottava inferiore (da Sol1 a Si1) e dell'ottava superiore (da Do1 a Re1) si usano gli stessi numeri con l'aggiunta di un punto in alto o in basso. Poiché questi numeri sono riportati anche sui tasti dello strumento, l'esecutore non deve far altro che premere il tasto corrispondente al simbolo letto sulla partitura (con l'eccezione del Sol1 che viene suonato con la corda vuota e perciò non ha un tasto corrispondente). Lo 0 indica una pausa.
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| Un'esibizione da parte di un gruppo di amatori di taishôgoto |
Benché esistano anche musicisti professionisti che lo suonano, il taishôgoto è principalmente uno strumento usato dai dilettanti; un po' dappertutto in Giappone esistono associazioni di amatori che organizzano corsi collettivi e concerti pubblici in cui vengono eseguiti adattamenti di brani tradizionali o brani composti appositamente per lo strumento.
Fonti delle illustrazioni:
Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2002