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| La musica di importazione: gagaku e shômyô | |
| La cerimonia di apertura degli occhi del Grande Buddha del Tôdaiji (752) | |
| Il môsô biwa |
Il periodo Nara corrisponde al periodo di massimo sviluppo della musica importata dal continente. Questa grande varietà di generi musicali può essere a grandi linee classificata in due gruppi:
Un'importante testimonianza sul tipo di musiche utilizzate nelle cerimonie buddhiste e sulla musica del periodo Nara in generale ci viene dalle cronache della cerimonia dell'apertura degli occhi della statua del Grande Buddha nel tempio Tôdaiji; a causa del significato politico oltre che religioso del Tôdaiji, la cerimonia di "apertura degli occhi" della sua immagine sacra principale (la cerimonia che serviva a "dare vita" alla statua conferendole i suoi poteri spirituali; la cerimonia si può in qualche modo paragonare alla consacrazione di una chiesa cattolica) venne celebrata con il massimo sfarzo, alla presenza di autorità religiose e politiche invitate da molti paesi dell'Estremo Oriente; essa è documentata dettagliatamente in cronache e dipinti del tempo.
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Il
gogenbiwa
conservato nello
Shôsôin
(VIII secolo; altezza: 108 cm)
Immagini gentilmente fornite da Introduction to Nara (pagina The Shoso-in Treasure) | |
La cerimonia fu accompagnata da musiche di vario tipo, eseguite con tutto il fasto richiesto da un'occasione simile. Molti degli strumenti usati sono tuttora conservati nello Shôsôin (il Grande Magazzino Imperiale costruito alla morte dell'Imperatore Shômu per custodire i tesori da esso donati al Tôdaiji, tra cui molti dei doni ricevuti dalle ambascerie straniere in occasione della inaugurazione): si tratta di 75 esemplari in tutto (di 18 tipi di strumenti diversi), di cui alcuni sono ancora oggi in ottimo stato di conservazione e costituiscono un'importante testimonianza sulla varietà e raffinatezza della musica dell'epoca. Uno dei pezzi più preziosi è un biwa a cinque corde in legno di sandalo e guscio di tartaruga con intarsi di madreperla (si tratta per la precisione di un gogenbiwa, un tipo di biwa oggi caduto in disuso).
Un genere separato di musica buddhista è il môsô biwa, che consisteva nella recitazione di testi sacri buddhisti da parte di monaci ciechi itineranti che si accompagnavano con il biwa. Questo genere, che secondo la tradizione risale ad un discepolo cieco del Buddha, fu trasmesso dall'India alla Cina (dove ebbe una certa diffusione a partire dal III secolo d.C.) e successivamente (all'inizio del periodo Nara o poco prima) anche in Giappone, dove si diffuse soprattutto nel Kyûshû.
Al giorno d'oggi il môsô biwa in quanto tale è praticamente estinto, ma esso ha esercitato una certa influenza sulla letteratura posteriore per biwa (e in particolare sullo heikyoku, sul satsuma biwa e sul chikuzen biwa).
Per una rara registrazione di tale genere musicale vedi il disco Harmony of Japanese Music, King Record KICH 2021, traccia 7.
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Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2003