| HÔGAKU -
Musica tradizionale giapponese Pagina http://www.hogaku.it/lingua/trascrizione.html | |
| hôgaku > lingua > trascrizione |
La lingua giapponese è scritta utilizzando un alfabeto completamente diverso dal nostro, in parte ideografico ed in parte fonetico; tuttavia la pronuncia della parole giapponesi può essere rappresentata anche per mezzo del nostro alfabeto latino, che i giapponesi chiamano romaji (cioè letteralmente "caratteri di Roma").
Esistono principalmente due metodi di traslitterazione della lingua giapponese in caratteri latini:
In questo sito i termini giapponesi sono trascritti utilizzando unicamente il metodo Hepburn, che viene descritto più dettagliatamente nel seguito:
| k | ha il suono della "c" gutturale di "cane" |
| g | ha il suono della "g" gutturale di "gatto" (anche quando è seguita da "e" o da "i") |
| s | ha il suono della "s" aspra di "sotto" |
| z | ha un suono intermedio tra la "z" dolce di "zona" e la "s" dolce di "rosa" |
| j | ha il suono della "g" dolce di "gelo" (anche quando è seguita da "a", "o" o "u") |
| ts | ha il suono della doppia "zz" di "pazzo" (o più propriamente il suono del gruppo "ts" nella parola inglese "cats") |
| ch | ha il suono della "c" dolce di "cena" |
| n | si pronuncia generalmente come la lettera "n" in italiano; si pronuncia però "m" quando è seguita da "m", "b" o "p" |
| h | è sempre fortemente aspirata (come la "c" in dialetto toscano) |
| f | è leggermente aspirata |
| y | si pronuncia come la "i" semivocalica di "ieri" |
| r | ha un suono intermedio tra la "r" e la "l"; in alcuni casi (ad esempio, nella sillaba "ri" in inizio di parola) si pronuncia decisamente "l" |
| w | si pronuncia come la "u" di "uovo" |
Le consonanti doppie si pronunciano come in italiano.
Come si è detto le vocali vengono pronunciate come in italiano (solo la u ha una pronuncia intermedia tra la u italiana e la u francese di flute) ma sono più brevi (in generale il giapponese viene pronunciato più velocemente dell'italiano).
In giapponese esistono anche vocali lunghe che vengono pronunciate con un suono più prolungato. In queste pagine esse vengono rappresentate sovrapponendo alla vocale un accento circonflesso, e quindi scriveremo hôgaku [musica tradizionale giapponese], Tôkyô (capitale del Giappone), Kyûshû, ecc.
Il metodo Hepburn prevede che le vocali lunghe vengano indicate con una barra orizzontale soprapposta alla lettera; ad esempio la parola hôgaku andrebbe scritta nel modo seguente:
Tuttavia il modo in cui i caratteri che rappresentano le vocali con una barra sovrapposta vengono trattati attualmente nei documenti HTML mi sembra insoddisfacente per vari motivi, per cui in queste pagine ho preferito utilizzare al loro posto gli accenti circoflessi, scrivendo quindi:
cioè hôgaku (mi scuso per la confusione che questa scelta potrebbe provocare; se qualcuno ha qualche suggerimento a questo proposito, sarò ben lieto di sperimentarlo).
Da questa convenzione si discosta la e lunga che viene indicata con la scrittura ei e che in effetti a volte viene pronunciata con un suono intermedio tra una e lunga ed ei (su questo influisce anche l'accento regionale).
Nelle sillabe tsu e su la vocale u è quasi muta; quindi tsuki [luna] si legge quasi "ts-ki" e imasu [essere, esserci] si legge quasi "imas".
Gli incontri di vocali non costituiscono dittongo: ad esempio, la parola kumiuta viene sillabata "ku-mi-u-ta" e non "ku-miu-ta" (come forse verrebbe più naturale in italiano).
I gruppi costituiti da consonante + y + vocale (ad esempio nyo, bya, kyu) costituiscono un'unica sillaba (la y viene pronunciata velocemente, senza staccarla dalla vocale successiva).
In giapponese esiste una n sillabica che va letta come una sillaba a sé stante, cioè staccandola dalla lettera che la segue, anche quando questa è una vocale. In generale nel sistema Hepburn la n è sillabica quando non è seguita da vocale, cioè quando è seguita da consonante o si trova alla fine della parola. La n sillabica seguita da vocale (che in pratica costituisce l'unico caso in cui la pronuncia della lettera è diversa da quella che verrebbe spontanea ad un lettore di lingua italiana) è indicata dalla notazione n': quindi kan'i si legge "ka-n-i" (n sillabica), mentre kani si legge normalmente "ka-ni" (n non sillabica).
Al fine di riconoscere più facilmente l'etimologia di certe parole è bene ricordare che, nella formazione di parole composte, la consonante iniziale della seconda parola viene spesso (ma non sempre) sonorizzata, subendo le seguenti trasformazioni:
| k | può diventare | g |
| s | può diventare | z |
| t | può diventare | d |
| h | può diventare | b o p |
| f | può diventare | b o p |
quindi ad esempio Gidayû (nome di un musicista) + fushi [melodia, aria] → gidayûbushi [melodia della scuola di Gidayû].
Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2002