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Il filo conduttore di questo libro è costituito dalla descrizione dei
viaggi che l'Autore ha compiuto attraverso il Giappone in diverse
occasioni sull'arco di alcuni decenni a partire dagli anni '30 fino a
pochi anni fa, ma questa narrazione è solo il punto di partenza per
una serie di digressioni sulla storia, sull'arte, sulla geografia e
sulla cultura del paese, di considerazioni sulla mentalità e sul modo
di vivere dei suoi abitanti, di ricordi personali di esperienze
passate (incluso un periodo di reclusione come prigioniero politico
durante la Seconda Guerra Mondiale), di incontri e di amicizie. Poiché
gli itinerari toccano tutti i principali luoghi storici del Giappone,
alla fine il lettore ha acquisito una visione di insieme di tutta la
storia del paese dall'antichità ai nostri giorni, presentata con
grande competenza ma in modo per nulla accademico e con una singolare
capacità di sintesi.
Ciò che più colpisce in questo libro sono forse l'amore dell'Autore per il Giappone (di cui non nasconde però i lati negativi come il militarismo e la discriminazione sociale e razziale), lo sguardo di simpatia e di curiosità con cui si rivolge a tutte le manifestazioni umane e un acuto senso di osservazione che da un lato riesce a presentare come vivi e attuali gli avvenimenti del passato, dall'altro è capace di far vedere come orientamenti antichi si manifestino in avvenimenti apparentemente banali o consuetudini del giorno d'oggi. Quello che si delinea davanti a noi è il quadro vivo e avvincente di una intera cultura; "cultura" intesa nel senso più ampio di orientamento fondamentale verso il mondo e che si manifesta parimenti nelle grandi tradizioni artistiche del passato o nel modo di mangiare, di lavarsi e di usare i servizi igienici. Tutto ciò presentato senza alcuna pedanteria, ma con una piacevolezza e arguzia in cui si riconosce l'origine toscana dell'Autore.
Questo libro costituisce quindi una introduzione alla cultura giapponese nel suo complesso, di cui a poco a poco ci porta ad apprezzare (quasi "dall'interno") la profonda diversità; di riflesso, attraverso il confronto ci permette di comprendere meglio la nostra stessa cultura, di renderci conto delle sue limitazioni e di esercitare un po' di ironia sulle sue idiosincrasie, ma anche di apprezzarne nuovamente le manifestazioni di grandezza e di bellezza.
Un libro stupendo: se volete leggere un solo libro sul Giappone, forse dovreste leggere questo.
Vedi anche:
Il volume si compone di due parti. Nella prima parte vengono
presentati gli episodi più importanti della mitologia giapponese:
la creazione della terra da parte di Izanagi e Izanami; la generazione
della razza umana e delle maggiori divinità; la morte di Izanami e il
viaggio nell'oltretomba di Izanagi; la contesa di
Amaterasu
con Susanoo e l'episodio
dell'Ama no iwato;
le imprese e il matrimonio di Susanoo e lo stabilirsi della sua
discendenza nella regione di
Izumo;
l'unificazione del Giappone da parte di Ninigi no mikoto, nipote di
Amaterasu,
e l'origine della dinastia imperiale
Yamato;
le imprese militari di Jinmu, primo mitico imperatore del Giappone, e
di Yamato Takeru, ecc. Si tratta per lo più di traduzioni dei passi
corrispondenti del
Kojiki,
in alcuni casi integrati con le differenti versioni degli stessi
episodi riportate nel
Nihon shoki:
un'antologia tanto più preziosa in quanto attualmente manca una
versione italiana completa di entrambi i testi. Ma non si tratta solo
di questo: ogni capitolo è corredato di un'estesa "Chiave di lettura"
che mette in relazione i diversi racconti con le tradizioni di altri
paesi asiatici e soprattutto con quanto si conosce delle prime fasi
della storia giapponese, aiutando quindi a riconoscere i riferimenti a
fatti reali contenuti nella narrazione mitica e a comprenderne meglio
il significato. Perció la lettura del libro è consigliabile anche a
coloro che abbiano intenzione di leggere o abbiano già letto le opere
complete (ad esempio il
Kojiki
nella
versione di Donald Philippi
o il
Nihon shoki
nella
versione di Aston),
come testo propedeutico ed esplicativo.
La seconda parte del libro comprende racconti tratti dalla tradizione popolare: il nonno che ritorna bambino grazie alle virtù di un'acqua miracolosa; il bambino alto un pollice che, grazie al suo coraggio, arriva a sposare una principessa; il contadino che sfama i topi con le sue polpette di riso e ne riceve in cambio il "martello della fortuna"; Momotarô, il bambino nato da una pesca, che diventa ricco sconfiggendo orchi malvagi, aiutato da un cane, una scimmia e un fagiano; e molti altri. Nella categoria della fiaba possono essere inclusi anche racconti che derivano da fonti letterarie classiche: la storia di Kaguyahime, la bellissima fanciulla nata da un bambù che in realtà è una principessa proveniente dalla Luna (dal Taketori monogatari); il mito del giovane mortale che si innamora della dea Orihime e ne è separato per sempre dalla Via Lattea, che ha dato origine alla festa del Tanabata (tratto da antiche fonti cinesi); il viaggio di Urashimatarô sul dorso di una tartaruga fino al palazzo di una principessa in fondo al mare (citato nel Man'yôshû). Si tratta certamente di letture meno impegnative rispetto a quelle della prima parte, e che si prestano anche ad essere usate come favole da raccontare ai bambini. Tuttavia, come giustamente sottolinea l'introduzione al volume, non bisogna commettere l'errore di vedere una cesura troppo netta tra i due modi di espressione: anche le favole, usando un linguaggio semplice e facendo ricorso a immagini tratte dalla vita quotidiana, in fondo affrontano gli stessi eterni temi che sono al centro del mito: l'atteggiamento fondamentale dell'uomo nei confronti degli altri uomini, della natura, della vita e della morte; la distinzione tra bene e male; il senso della vita e la ricerca di una elevazione morale. E questo libro offre un'affascinante opportunità per confrontare - a questo livello - la nostra cultura con quella di un paese così lontano, scoprendone le profonde diversità ma anche le sorprendenti affinità.
Per ulteriori informazioni sul volume vedi il sito
dell'Associazione
Culturale "Fuji".
Una specie di diario di viaggio in cui l'Autore, americano
trasferitosi in Giappone, racconta del suo incontro e della sua
passione per vari aspetti della cultura del paese: la calligrafia,
l'antiquariato, il
kabuki,
il boom economico, le
immagini di Buddha, le case tradizionali di campagna con il
caratteristico tetto di paglia, l'atmosfera delle città
(Tôkyô,
Kyôto,
Ôsaka).
Il sito
Chiiori - In the Mountains
of Shikoku Island è dedicato alla casa tradizionale che è stata
restaurata da Alex Kerr di cui si parla nel libro.
Il libro ha come filo conduttore il tentativo semiserio di mettere in
evidenza le similitudini e i punti di contatto tra due popoli che sono
tradizionalmente considerati agli antipodi come i giapponesi e gli
italiani. In effetti i primi capitoli trattano in ordine sparso della
mentalità, religiosità, morale, convenzioni sociali e concezioni
estetiche dei due paesi alla luce dei retaggi delle rispettive storie
passate e mitologie, e sono improntati a un tono generale di
leggerezza e di (auto)ironia.
A mano a mano però che i capitoli scorrono il libro comincia ad
affrontare argomenti più attuali e scottanti (e che evidentemente come
giornalista l'Autore conosce molto bene): il ruolo della donna nella
società, la crisi della famiglia e dei valori tradizionali, la
recessione economica, la sitazione politica interna (tra
conservatorismo, corruzione, centri di potere occulto e incapacità
della classe dirigente di imboccare nuove direzioni), l'incapacità dei
due paesi di fare pienamente i conti con il proprio passato recente
(fascismo e imperialismo) e di interpretare un ruolo nuovo in un
panorama internazionale che è completamente cambiato dopo il crollo
del muro di Berlino e la fine della contrapposizione USA-URSS. Tutti
questi temi sono affrontati dall'Autore con un senso critico che non
esclude un pizzico di ironia. In molti casi l'ampiezza stessa degli
argomenti trattati fa sì che i numerosi spunti di riflessione che il
libro indubbiamente offre lascino però il lettore con la senzazione di
sfiorare appena la complessità dei problemi e con il desiderio di una
trattazione più approfondita e dettagliata.
Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2004