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Bibliografia
Opere varie

Fosco Maraini, Ore giapponesi, Corbaccio, 525 pag., formato 18.0 x 23.6 cm (2000)

Copertina Il filo conduttore di questo libro è costituito dalla descrizione dei viaggi che l'Autore ha compiuto attraverso il Giappone in diverse occasioni sull'arco di alcuni decenni a partire dagli anni '30 fino a pochi anni fa, ma questa narrazione è solo il punto di partenza per una serie di digressioni sulla storia, sull'arte, sulla geografia e sulla cultura del paese, di considerazioni sulla mentalità e sul modo di vivere dei suoi abitanti, di ricordi personali di esperienze passate (incluso un periodo di reclusione come prigioniero politico durante la Seconda Guerra Mondiale), di incontri e di amicizie. Poiché gli itinerari toccano tutti i principali luoghi storici del Giappone, alla fine il lettore ha acquisito una visione di insieme di tutta la storia del paese dall'antichità ai nostri giorni, presentata con grande competenza ma in modo per nulla accademico e con una singolare capacità di sintesi.

Ciò che più colpisce in questo libro sono forse l'amore dell'Autore per il Giappone (di cui non nasconde però i lati negativi come il militarismo e la discriminazione sociale e razziale), lo sguardo di simpatia e di curiosità con cui si rivolge a tutte le manifestazioni umane e un acuto senso di osservazione che da un lato riesce a presentare come vivi e attuali gli avvenimenti del passato, dall'altro è capace di far vedere come orientamenti antichi si manifestino in avvenimenti apparentemente banali o consuetudini del giorno d'oggi. Quello che si delinea davanti a noi è il quadro vivo e avvincente di una intera cultura; "cultura" intesa nel senso più ampio di orientamento fondamentale verso il mondo e che si manifesta parimenti nelle grandi tradizioni artistiche del passato o nel modo di mangiare, di lavarsi e di usare i servizi igienici. Tutto ciò presentato senza alcuna pedanteria, ma con una piacevolezza e arguzia in cui si riconosce l'origine toscana dell'Autore.

Questo libro costituisce quindi una introduzione alla cultura giapponese nel suo complesso, di cui a poco a poco ci porta ad apprezzare (quasi "dall'interno") la profonda diversità; di riflesso, attraverso il confronto ci permette di comprendere meglio la nostra stessa cultura, di renderci conto delle sue limitazioni e di esercitare un po' di ironia sulle sue idiosincrasie, ma anche di apprezzarne nuovamente le manifestazioni di grandezza e di bellezza.

Un libro stupendo: se volete leggere un solo libro sul Giappone, forse dovreste leggere questo.

Vedi anche:


Associazione Culturale Italo Giapponese "Fuji", C'era una volta in Giappone. Miti e racconti popolari (a cura di Rosario Manisera, Simonetta Ceglia, Francesca Tabarelli de Fatis, Grazia e Luca Manisera), La compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, 199 pag., formato 14.6 x 21.0 cm (2003)

Copertina Il volume si compone di due parti. Nella prima parte vengono presentati gli episodi più importanti della mitologia giapponese: la creazione della terra da parte di Izanagi e Izanami; la generazione della razza umana e delle maggiori divinità; la morte di Izanami e il viaggio nell'oltretomba di Izanagi; la contesa di Amaterasu con Susanoo e l'episodio dell'Ama no iwato; le imprese e il matrimonio di Susanoo e lo stabilirsi della sua discendenza nella regione di Izumo; l'unificazione del Giappone da parte di Ninigi no mikoto, nipote di Amaterasu, e l'origine della dinastia imperiale Yamato; le imprese militari di Jinmu, primo mitico imperatore del Giappone, e di Yamato Takeru, ecc. Si tratta per lo più di traduzioni dei passi corrispondenti del Kojiki, in alcuni casi integrati con le differenti versioni degli stessi episodi riportate nel Nihon shoki: un'antologia tanto più preziosa in quanto attualmente manca una versione italiana completa di entrambi i testi. Ma non si tratta solo di questo: ogni capitolo è corredato di un'estesa "Chiave di lettura" che mette in relazione i diversi racconti con le tradizioni di altri paesi asiatici e soprattutto con quanto si conosce delle prime fasi della storia giapponese, aiutando quindi a riconoscere i riferimenti a fatti reali contenuti nella narrazione mitica e a comprenderne meglio il significato. Perció la lettura del libro è consigliabile anche a coloro che abbiano intenzione di leggere o abbiano già letto le opere complete (ad esempio il Kojiki nella versione di Donald Philippi o il Nihon shoki nella versione di Aston), come testo propedeutico ed esplicativo.

La seconda parte del libro comprende racconti tratti dalla tradizione popolare: il nonno che ritorna bambino grazie alle virtù di un'acqua miracolosa; il bambino alto un pollice che, grazie al suo coraggio, arriva a sposare una principessa; il contadino che sfama i topi con le sue polpette di riso e ne riceve in cambio il "martello della fortuna"; Momotarô, il bambino nato da una pesca, che diventa ricco sconfiggendo orchi malvagi, aiutato da un cane, una scimmia e un fagiano; e molti altri. Nella categoria della fiaba possono essere inclusi anche racconti che derivano da fonti letterarie classiche: la storia di Kaguyahime, la bellissima fanciulla nata da un bambù che in realtà è una principessa proveniente dalla Luna (dal Taketori monogatari); il mito del giovane mortale che si innamora della dea Orihime e ne è separato per sempre dalla Via Lattea, che ha dato origine alla festa del Tanabata (tratto da antiche fonti cinesi); il viaggio di Urashimatarô sul dorso di una tartaruga fino al palazzo di una principessa in fondo al mare (citato nel Man'yôshû). Si tratta certamente di letture meno impegnative rispetto a quelle della prima parte, e che si prestano anche ad essere usate come favole da raccontare ai bambini. Tuttavia, come giustamente sottolinea l'introduzione al volume, non bisogna commettere l'errore di vedere una cesura troppo netta tra i due modi di espressione: anche le favole, usando un linguaggio semplice e facendo ricorso a immagini tratte dalla vita quotidiana, in fondo affrontano gli stessi eterni temi che sono al centro del mito: l'atteggiamento fondamentale dell'uomo nei confronti degli altri uomini, della natura, della vita e della morte; la distinzione tra bene e male; il senso della vita e la ricerca di una elevazione morale. E questo libro offre un'affascinante opportunità per confrontare - a questo livello - la nostra cultura con quella di un paese così lontano, scoprendone le profonde diversità ma anche le sorprendenti affinità.

Per ulteriori informazioni sul volume vedi il sito dell'Associazione Culturale "Fuji".

Alex Kerr, Il Giappone e la gloria, Feltrinelli, 221 pag., formato 14.1 x 22.0 cm (1999)

Copertina Una specie di diario di viaggio in cui l'Autore, americano trasferitosi in Giappone, racconta del suo incontro e della sua passione per vari aspetti della cultura del paese: la calligrafia, l'antiquariato, il kabuki, il boom economico, le immagini di Buddha, le case tradizionali di campagna con il caratteristico tetto di paglia, l'atmosfera delle città (Tôkyô, Kyôto, Ôsaka).

Il sito Chiiori - In the Mountains of Shikoku Island è dedicato alla casa tradizionale che è stata restaurata da Alex Kerr di cui si parla nel libro.

Marino Marin, Il lato italiano dei giapponesi, Gangemi, 159 pag., formato 17.0 x 24.0 cm (2002)

Copertina Il libro ha come filo conduttore il tentativo semiserio di mettere in evidenza le similitudini e i punti di contatto tra due popoli che sono tradizionalmente considerati agli antipodi come i giapponesi e gli italiani. In effetti i primi capitoli trattano in ordine sparso della mentalità, religiosità, morale, convenzioni sociali e concezioni estetiche dei due paesi alla luce dei retaggi delle rispettive storie passate e mitologie, e sono improntati a un tono generale di leggerezza e di (auto)ironia.

A mano a mano però che i capitoli scorrono il libro comincia ad affrontare argomenti più attuali e scottanti (e che evidentemente come giornalista l'Autore conosce molto bene): il ruolo della donna nella società, la crisi della famiglia e dei valori tradizionali, la recessione economica, la sitazione politica interna (tra conservatorismo, corruzione, centri di potere occulto e incapacità della classe dirigente di imboccare nuove direzioni), l'incapacità dei due paesi di fare pienamente i conti con il proprio passato recente (fascismo e imperialismo) e di interpretare un ruolo nuovo in un panorama internazionale che è completamente cambiato dopo il crollo del muro di Berlino e la fine della contrapposizione USA-URSS. Tutti questi temi sono affrontati dall'Autore con un senso critico che non esclude un pizzico di ironia. In molti casi l'ampiezza stessa degli argomenti trattati fa sì che i numerosi spunti di riflessione che il libro indubbiamente offre lascino però il lettore con la senzazione di sfiorare appena la complessità dei problemi e con il desiderio di una trattazione più approfondita e dettagliata.

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Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2004
Autore: hogaku@hogaku.it