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Storia

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Opere generali

Maurizio Brunori, Il Giappone. Storia e civiltà del Sol Levante, Mursia, 312 pag., formato 14.3 x 21.4 cm (1993)

Copertina Introduzione generale alla storia del Giappone dall'età preistorica all'epoca contemporanea che contiene anche riferimenti alla storia dell'arte, della religione e della cultura. Affrontando un materiale così vasto, l'esposizione è per forza di cose succinta; in particolare l'epoca contemporanea è appena abbozzata. L'Autore ha comunque un'ottima capacità di presentare in modo chiaro, sintetico e interdisciplinare fenomeni storici complessi. Il libro è dunque un ottimo punto di partenza per chi si accosta alla storia del Giappone.

Martin Collcutt, Marius Jansen, Isao Kumakura, Atlante del Giappone, De Agostini, 240 pag., formato 24.5 x 31.0 cm (1993)

Copertina A dispetto del titolo non è un vero e proprio atlante (tranne per un capitolo geografico introduttivo) ma una storia del Giappone dalle origini ai giorni nostri, riccamente corredata da numerose carte storiche e illustrazioni a colori. Viene data importanza soprattutto alla storia della civiltà e della cultura, della società, della religione e dell'arte.

Edwin O. Reischauer, Storia del Giappone (dalle origini ai giorni nostri), Bompiani, 372 pag., formato 13.6 x 21.5 cm (1998)

Copertina Il libro dà particolare risalto alla storia moderna e contemporanea e in tal senso può essere considerato complementare al Brunori.
La storia antica e medioevale è trattata in modo succinto, con una notevole capacità di sintesi e presentando spesso spunti interessanti, ma a volte attraverso schematizzazioni un po' eccessive.

Ivan Morris, La nobiltà della sconfitta, Ugo Guanda, 336 pag., formato 14.0 x 22.0 cm (1983, 3ª edizione 2003)

Copertina I dieci capitoli di cui il libro è composto presentano altrettanti esempi di eroismo tratti dalla storia giapponese antica e moderna. Tutti i personaggi di cui vengono narrate le biografie sono accomunati dal fatto di aver combattutto, con coraggio e abnegazione, per la causa più debole e perdente, e di aver perso la vita (uccisi dai nemici o suicidi) nell'inevitabile sconfitta. Nonostante ciò, ed anzi proprio perciò, sono diventati leggendari prototipi di eroismo e la loro fama ha completamente offuscato quella dei loro vittoriosi rivali; le loro gesta sono ricordate anche dopo secoli, avvolte in un'aura di mito che spesso ha deformato i fatti storici, cancellando tutti i lati negativi di questi superuomini e spesso facendo passare in secondo piano il fatto che le cause per cui lottavano non erano necessariamente le più giuste. Questa esaltazione del perdente è un fenomeno così diffuso nella memoria storica dei giapponesi che l'autore non fa fatica a convincerci che si tratti del sintomo di una profonda differenza del senso morale ed estetico dei giapponesi, affascinato dalla purezza dei sentimenti, dal disinteresse e dalla assoluta lealtà ad una causa, rispetto alla scala di valori occidentale, che dà una grande importanza al successo e ai risultati tangibili.

I personaggi ritratti coprono tutto l'arco della storia giapponese, dalle origini all'età contemporanea: da Yamato Takeru, l'irruente principe figlio del semileggendario imperatore Keikô (IV secolo d.C.), a Amakusa Shirô che, ancora sedicenne, capeggiò la rivolta cristiana di Shimabara (1638) contro il bakufu Tokugawa; da Yorozu, il semplice fante che perse eroicamente la vita nella guerra civile tra i Soga e i Mononobe (587 d.C.), a Ôshio Heihachirô (1793 - 1837), il funzionario di polizia che fu spinto dalla sua profonda adesione ai valori confuciani a ribellarsi contro la corruzione e l'ingiustizia dei suoi superiori; da Sugawara no Michizane, l'erudito ministro travolto dall'inarrestabile ascesa della famiglia Fujiwara, a Saigô Takamori, l'energico samurai di Satsuma che, verso la metà del XIX secolo, diede un contributo decisivo all'abbattimento dello shôgunato e alla restaurazione del regime imperiale diretto (restaurazione Meiji) ma che in seguito, disgustato dalla corruzione del nuovo governo, guidò contro di esso una sanguinosa ribellione. L'ultimo capitolo è dedicato alle migliaia di giovani che, durante l'ultima guerra mondiale, persero la loro vita negli attacchi suicidi delle "squadre speciali" (kamikaze) nel disperato tentativo di rovesciare le sorti di un conflitto ormai perso.

Morris non si limita a narrare le leggende che circondano questi personaggi famosi ma cerca di ricostruirne la figura in base ai documenti storici diponibili (anche se talvolta, e soprattutto per i personaggi più lontani nel tempo, questi sono estremamente scarsi). Inevitabilmente in molti casi questa opera di scavo nella storia porta a un ridimensionamento dei personaggi reali rispetto alla loro immagine tramandata nel mito e, in alcuni casi, ad una riabilitazione postuma dei loro rivali. Ma soprattutto l'Autore riesce ad allargare la visuale del lettore dalla vicenda dei singoli personaggi a quella delle forze storiche che sono alla base dei conflitti in cui essi hanno combattuto: la lotta tra famiglie per assicurarsi il controllo sulla casa imperiale e la supremazia politica durante i periodi Asuka e Heian; la lotta tra l'aristocrazia imperiale e la classe militare all'inizio del periodo Ashikaga; le ricorrenti rivolte delle classi più umili per ottenere condizioni di vita migliori contro la rigidità, l'esosità e la corruzione del bakufu in epoca Tokugawa. Pur non costituendo in alcun modo un manuale di storia, il libro fornisce una descrizione viva e avvincente di alcuni dei momenti più importanti che hanno segnato la storia del Giappone ed è quindi consigliabile anche come un utile complemento a opere più sistematiche.

Età antica

George Sansom, A History of Japan to 1334, Stanford University Press, 500 pag., formato 15.5 x 23.0 cm (1958, 1999)

Copertina Dopo quasi mezzo secolo dalla sua uscita l'opera di Sansom rimane un punto di riferimento essenziale sulla storia del Giappone. Per estensione, approfondimento e ampiezza della documentazione sicuramente supera tutti gli altri manuali generali di storia giapponese presentati in questa pagina; soprattutto è esente dalle eccessive semplificazioni e stereotipizzazioni in cui a volte le opere più sintetiche cadono nel tentativo di rendere più chiara la comprensione di fenomeni per loro natura complessi e dalle molte sfaccettature. L'opera è divisa in tre volumi di cui il presente (il primo) copre il periodo che va dalle origini alla fine del periodo Kamakura.

La storia del Giappone viene affrontata sia nella sua evoluzione politica, militare e istituzionale che nei suoi aspetti economici, sociali e culturali. Particolarmente riuscito ad esempio è il vasto affresco dei cambiamenti che hanno portato alla crisi del modello centralizzato di stato e alla nascita delle aristocrazie militari che domineranno il paese nell'età medioevale. Ugualmente interessante è il capitolo che tratta della ristretta società aristocratica della corte di Heian: la descrizione delle convenzioni sociali e degli ideali culturali, religiosi ed estetici di questo mondo chiuso e raffinato costituisce anche un'ottima introduzione alla comprensione della letteratura del "secolo d'oro" del Giappone.

Una lettura indispensabile per chiunque sia seriamente interessato alla storia giapponese.

Kojiki (a cura di Donald L. Philippi), University of Tôkyô Press, 655 pag., formato 15.0 x 22.7 cm (1968, 8ª ristampa in paperback 2000)

Copertina È ancora considerata la più autorevole traduzione (in inglese) del Kojiki. È corredata di una prefazione che descrive la nascita del libro e la lingua in esso utilizzata, di numerose note al testo e più estese "Note addizionali" in appendice e di un ampio glossario che spiega il significato dei numerosi nomi propri, epiteti e toponimi che compaiono nel libro; strumenti tutti indispensabili per avvicinare un testo così antico.

Nihongi. Chronicles of Japan from the Earliest Times to A.D. 697 (trad. W. G. Aston), Charles E. Tuttle Co., 443 pag., formato 11.8 x 18.2 cm (1972, 11ª ristampa 1998)

Copertina Traduzione inglese del Nihon shoki (o Nihongi).

Età medioevale

George Sansom, A History of Japan, 1334-1615, Stanford University Press, 442 pag., formato 15.5 x 23.0 cm (1958, 1999)

Copertina Secondo volume della fondamentale opera di Sansom sulla storia giapponese che copre il periodo dello shôgunato Ashikaga, il periodo Sengoku e la riunificazione del Giappone ad opera di Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu.

Età moderna

George Sansom, A History of Japan, 1615-1867, Stanford University Press, 258 pag., formato 15.5 x 23.0 cm (1958, 1999)

Copertina Terza e ultima parte della storia del Giappone di Sansom sulla cui completezza e interesse si potrebbe ripetere quanto detto a proposito del primo e del secondo volume.

Il libro descrive lo stato feudale giapponese durante il periodo Edo a partire dalla sua istituzione e organizzazione da parte di Tokugawa Ieyasu e dei suoi primi successori fino alla sua crisi verso la metà del XIX secolo (non vengono quindi affrontate la restaurazione Meiji e gli sviluppi successivi).

Secondo l'approccio comune all'opera nel suo complesso anche questo volume tratta sia degli aspetti politici e istituzionali (l'organizzazione amministrativa del bakufu e dei feudi, i rapporti tra lo shôgun, i suoi vassalli e la corte imperiale, il bando del cristianesimo e la politica di "chiusura della nazione") che di quelli sociali ed economici (la condizione dei contadini e dei villaggi agricoli, lo sviluppo dell'agricoltura, la crescita economica e la nascita dell'economia mercantile, l'espansione delle città, la politica fiscale ed economica del governo), dando anche informazioni sui principali fenomeni culturali (l'affermazione del confucianesimo, la nascita dell'arte borghese e del mondo dell'ukiyo, lo sviluppo degli studi storiografici e scientifici).

Età contemporanea

James L. McClain, Japan: A Modern History, W. W. Norton & Company, 632 + 92 pag., formato 16.3 x 24.0 cm (2002)

Copertina

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Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2004
Autore: hogaku@hogaku.it