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Introduzione generale alla storia del Giappone dall'età preistorica
all'epoca contemporanea che contiene anche riferimenti alla storia
dell'arte, della religione e della cultura. Affrontando un materiale
così vasto, l'esposizione è per forza di cose succinta; in particolare
l'epoca contemporanea è appena abbozzata. L'Autore ha comunque
un'ottima capacità di presentare in modo chiaro, sintetico e
interdisciplinare fenomeni storici complessi. Il libro è dunque un
ottimo punto di partenza per chi si accosta alla storia del Giappone.
A dispetto del titolo non è un vero e proprio atlante (tranne per un
capitolo geografico introduttivo) ma una storia del Giappone dalle
origini ai giorni nostri, riccamente corredata da numerose carte
storiche e illustrazioni a colori. Viene data importanza soprattutto
alla storia della civiltà e della cultura, della società, della
religione e dell'arte.
Il libro dà particolare risalto alla storia moderna e contemporanea
e in tal senso può essere considerato complementare al
Brunori.
La storia antica e medioevale è trattata in modo succinto, con una
notevole capacità di sintesi e presentando spesso spunti interessanti,
ma a volte attraverso schematizzazioni un po' eccessive.
I dieci capitoli di cui il libro è composto presentano altrettanti
esempi di eroismo tratti dalla storia giapponese antica e moderna. Tutti
i personaggi di cui vengono narrate le biografie sono accomunati dal
fatto di aver combattutto, con coraggio e abnegazione, per la causa più
debole e perdente, e di aver perso la vita (uccisi dai nemici o suicidi)
nell'inevitabile sconfitta. Nonostante ciò, ed anzi proprio perciò, sono
diventati leggendari prototipi di eroismo e la loro fama ha
completamente offuscato quella dei loro vittoriosi rivali; le loro gesta
sono ricordate anche dopo secoli, avvolte in un'aura di mito che spesso
ha deformato i fatti storici, cancellando tutti i lati negativi di
questi superuomini e spesso facendo passare in secondo piano il fatto
che le cause per cui lottavano non erano necessariamente le più
giuste. Questa esaltazione del perdente è un fenomeno così diffuso nella
memoria storica dei giapponesi che l'autore non fa fatica a convincerci
che si tratti del sintomo di una profonda differenza del senso morale ed
estetico dei giapponesi, affascinato dalla purezza dei sentimenti, dal
disinteresse e dalla assoluta lealtà ad una causa, rispetto alla scala
di valori occidentale, che dà una grande importanza al successo e ai
risultati tangibili.
I personaggi ritratti coprono tutto l'arco della storia giapponese, dalle origini all'età contemporanea: da Yamato Takeru, l'irruente principe figlio del semileggendario imperatore Keikô (IV secolo d.C.), a Amakusa Shirô che, ancora sedicenne, capeggiò la rivolta cristiana di Shimabara (1638) contro il bakufu Tokugawa; da Yorozu, il semplice fante che perse eroicamente la vita nella guerra civile tra i Soga e i Mononobe (587 d.C.), a Ôshio Heihachirô (1793 - 1837), il funzionario di polizia che fu spinto dalla sua profonda adesione ai valori confuciani a ribellarsi contro la corruzione e l'ingiustizia dei suoi superiori; da Sugawara no Michizane, l'erudito ministro travolto dall'inarrestabile ascesa della famiglia Fujiwara, a Saigô Takamori, l'energico samurai di Satsuma che, verso la metà del XIX secolo, diede un contributo decisivo all'abbattimento dello shôgunato e alla restaurazione del regime imperiale diretto (restaurazione Meiji) ma che in seguito, disgustato dalla corruzione del nuovo governo, guidò contro di esso una sanguinosa ribellione. L'ultimo capitolo è dedicato alle migliaia di giovani che, durante l'ultima guerra mondiale, persero la loro vita negli attacchi suicidi delle "squadre speciali" (kamikaze) nel disperato tentativo di rovesciare le sorti di un conflitto ormai perso.
Morris non si limita a narrare le leggende che circondano questi
personaggi famosi ma cerca di ricostruirne la figura in base ai
documenti storici diponibili (anche se talvolta, e soprattutto per i
personaggi più lontani nel tempo, questi sono estremamente
scarsi). Inevitabilmente in molti casi questa opera di scavo nella
storia porta a un ridimensionamento dei personaggi reali rispetto alla
loro immagine tramandata nel mito e, in alcuni casi, ad una
riabilitazione postuma dei loro rivali. Ma soprattutto l'Autore riesce
ad allargare la visuale del lettore dalla vicenda dei singoli personaggi
a quella delle forze storiche che sono alla base dei conflitti in cui
essi hanno combattuto: la lotta tra famiglie per assicurarsi il
controllo sulla casa imperiale e la supremazia politica durante i
periodi
Asuka e
Heian;
la lotta tra l'aristocrazia imperiale e la classe militare all'inizio del
periodo Ashikaga;
le ricorrenti rivolte delle classi più umili per ottenere condizioni di
vita migliori contro la rigidità, l'esosità e la corruzione del
bakufu
in
epoca Tokugawa.
Pur non costituendo in alcun modo un manuale di storia, il libro
fornisce una descrizione viva e avvincente di alcuni dei momenti più
importanti che hanno segnato la storia del Giappone ed è quindi
consigliabile anche come un utile complemento a opere più sistematiche.
Dopo quasi mezzo secolo dalla sua uscita l'opera di Sansom rimane un
punto di riferimento essenziale sulla storia del Giappone. Per
estensione, approfondimento e ampiezza della documentazione
sicuramente supera tutti gli altri manuali generali di storia
giapponese presentati in questa pagina; soprattutto è esente dalle
eccessive semplificazioni e stereotipizzazioni in cui a volte le opere
più sintetiche cadono nel tentativo di rendere più chiara la
comprensione di fenomeni per loro natura complessi e dalle molte
sfaccettature. L'opera è divisa in tre volumi di cui il presente (il
primo) copre il periodo che va dalle origini alla fine del
periodo Kamakura.
La storia del Giappone viene affrontata sia nella sua evoluzione politica, militare e istituzionale che nei suoi aspetti economici, sociali e culturali. Particolarmente riuscito ad esempio è il vasto affresco dei cambiamenti che hanno portato alla crisi del modello centralizzato di stato e alla nascita delle aristocrazie militari che domineranno il paese nell'età medioevale. Ugualmente interessante è il capitolo che tratta della ristretta società aristocratica della corte di Heian: la descrizione delle convenzioni sociali e degli ideali culturali, religiosi ed estetici di questo mondo chiuso e raffinato costituisce anche un'ottima introduzione alla comprensione della letteratura del "secolo d'oro" del Giappone.
Una lettura indispensabile per chiunque sia seriamente interessato
alla storia giapponese.
È ancora considerata la più autorevole traduzione (in inglese) del
Kojiki.
È corredata di una prefazione che descrive la nascita del libro e la lingua
in esso utilizzata, di numerose note al testo e più estese "Note
addizionali" in appendice e di un ampio glossario che spiega il significato
dei numerosi nomi propri, epiteti e toponimi che compaiono nel libro;
strumenti tutti indispensabili per avvicinare un testo così antico.
Traduzione inglese del
Nihon shoki
(o Nihongi).
Secondo volume della fondamentale opera di Sansom
sulla storia giapponese che copre il periodo dello shôgunato
Ashikaga,
il periodo
Sengoku
e la riunificazione del Giappone ad opera di
Oda Nobunaga,
Toyotomi Hideyoshi e
Tokugawa Ieyasu.
Terza e ultima parte della storia del Giappone di Sansom sulla cui
completezza e interesse si potrebbe ripetere quanto detto a proposito
del primo e del secondo
volume.
Il libro descrive lo stato feudale giapponese durante il periodo Edo a partire dalla sua istituzione e organizzazione da parte di Tokugawa Ieyasu e dei suoi primi successori fino alla sua crisi verso la metà del XIX secolo (non vengono quindi affrontate la restaurazione Meiji e gli sviluppi successivi).
Secondo l'approccio comune all'opera nel suo complesso anche
questo volume tratta sia degli aspetti politici e istituzionali
(l'organizzazione amministrativa del
bakufu
e dei feudi, i rapporti tra lo
shôgun,
i suoi vassalli e la corte imperiale, il bando del cristianesimo e la
politica di "chiusura della nazione") che di quelli sociali ed
economici (la condizione dei contadini e dei villaggi agricoli, lo
sviluppo dell'agricoltura, la crescita economica e la nascita
dell'economia mercantile, l'espansione delle città, la politica
fiscale ed economica del governo), dando anche informazioni sui
principali fenomeni culturali (l'affermazione del confucianesimo, la
nascita dell'arte borghese e del mondo
dell'ukiyo,
lo sviluppo degli studi storiografici e scientifici).
Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2004