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Lingua classica (bungo)
Linguistica

Grammatiche ed eserciziari

Yoko Kubota, Grammatica di giapponese moderno, Libreria Editrice Cafoscarina, 281 pag., formato 17.0 x 24.0 cm (1989)

Copertina Opera che offre un panorama abbastanza completo della grammatica della lingua giapponese contemporanea. Il materiale è esposto in modo piuttosto sintetico; in alcuni casi la trattazione potrebbe essere più dettagliata e propedeutica, soffermandosi maggiormente sui diversi usi e significati dei costrutti descritti.

I costrutti grammaticali sono illustrati da parecchi esempi che sono tutti tradotti ma vengono riportati in kanji senza trascrizione in romaji e senza furigana (le letture di tutti i kanji utilizzati sono elencate in una appendice); per tale motivo il libro è più adatto a chi abbia intenzione di imparare anche la lingua scritta.

Mario Scalise, Atsuko Mizuguchi, Giapponese. Grammatica essenziale, A. Vallardi, 262 pag., formato 10.7 x 17.0 cm (1995)

Copertina Nonostante l'aspetto "essenziale" e il formato ridotto, si tratta di un'introduzione abbastanza completa (seppur molto sintetica) alla lingua giapponese moderna. Il libro è orientato a un approccio pratico e descrive i principali elementi della grammatica e della sintassi e il modo corretto di usarli. Le spiegazioni (sempre molto chiare) sono completate da esempi di frasi, scritte in kanji e fornite di traslitterazione romaji e di traduzione. L'introduzione riporta una tabella dei kana; come è normale per una grammatica (soprattutto di queste dimensioni) non viene invece fornito nessun elenco delle letture dei kanji. Particolare importanza viene data alla descrizione dei diversi livelli di cortesia del discorso ed è anche illustrato brevemente ma efficacemente il linguaggio onorifico (keigo). Un altro capitolo tratta del modo corretto di scrivere lettere di diversi livelli di formalità, di cui vengono anche riportati una decina di esempi. Infine sono inclusi due glossari di termini commerciali e termini tecnici.

In definitiva si tratta di uno strumento pratico per chi voglia farsi rapidamente un'idea della lingua giapponese.

Seiichi Makino e Michio Tsutsui, A Dictionary of Basic Japanese Grammar, The Japan Times, 634 pag., formato 13.0 x 18.2 cm (1986; 28ª ristampa nel 1997)

Copertina Nonostante la definizione basic del titolo, si tratta di una grammatica piuttosto estesa e approfondita della lingua giapponese moderna. È divisa in tre parti. La prima parte è un'introduzione sulle caratteristiche generali della lingua e si sofferma soprattutto sugli aspetti che più differiscono dalle lingue occidentali come l'indicazione dell'argomento della frase con la particella wa, l'uso del passivo, i livelli di cortesia, i termini onomatopeici. La seconda parte elenca alfabeticamente particelle, ausiliari, desinenze e costrutti particolari; l'uso di ogni termine è spiegato dettagliatamente e illustrato da parecchi esempi di frasi (tutte fornite di traslitterazione romaji e di traduzione). La terza parte consiste in una serie di tavole riassuntive (coniugazione dei verbi e degli aggettivi, suffissi verbali, numerali e classificatori).

Suzuki Shinobu e Kawase Ikuo, Il giapponese per principianti, The Japan Foundation Japanese Language Institute - Libreria Editrice Cafoscarina, 418 pag., formato 15.0 x 21.0 cm (1981; 10ª ristampa riveduta nel 1990)

Copertina Corso di esercizi di lingua giapponese volto soprattutto all'apprendimento della grammatica e della lingua scritta. Il volume è formato da 34 lezioni, ciascuna delle quali comprende una lettura e parecchi esercizi. Il libro ha la caratteristica di essere scritto interamente in giapponese senza aver alcuna spiegazione in lingua occidentale; poiché tuttavia le lezioni partono da un livello elementare e sono molto progressive, il libro si presta anche a uno studio da autodidatta da parte di chi si accosti alla lingua giapponese per la prima volta (studiando contemporaneamente una grammatica e avendo a disposizione un vocabolario). Infatti ogni lezione introduce una sola regola di grammatica che può essere abbastanza facilmente individuata anche in assenza di spiegazioni, soprattutto se si utilizza il manuale di Kubota che introduce i diversi costrutti grammaticali più o meno nello stesso ordine.

Per quanto riguarda la scrittura, le prime lezioni sono scritte interamente in kana (che dunque occorre saper leggere fin dall'inizio). A partire dalla terza lezione vengono progressivamente introdotti anche alcuni kanji (10 - 12 per lezione). Alla fine del corso lo studente dovrebbe avere acquisito (oltre alle principali regole di grammatica) 380 kanji e 1400 vocaboli di uso comune e dovrebbe quindi essere in grado di passare a materiale di studio più complesso (come il libro di letture di Ashby).

Esempi di pagine: pagine 242-3 (96 kb; testo iniziale della lezione 29), pagine 248-9 (92 kb; una parte degli esercizi relativi).

Janet Ashby, Read Real Japanese, Kodansha Power Japanese Series, 159 pag., formato 11.5 x 18.2 cm (1994)

Copertina Il libro raccoglie otto brevi testi in giapponese scritti da autori contemporanei (tra cui Sakamoto Ryûichi, Yoshimoto Banana e Murakami Haruki). Si tratta di brani completi di tipo diverso (novelle, saggi, racconti di esperienze personali) che sono esempi di "giapponese reale" in quanto sono estratti da libri o riviste rivolte a lettori giapponesi e che quindi non sono stati scritti con finalità didattiche di insegnamento della lingua. Per ogni brano vengono riportati, oltre al testo giapponese originale, la traslitterazione completa in romaji e la traduzione inglese; sono inoltre incluse anche numerose note che spiegano punti difficili del testo, forme idiomatiche o costrutti grammaticali particolari.

Grazie a questi aiuti i testi possono essere affrontati subito dopo i primi stadi di studio della lingua giapponese, cioè da studenti che abbiano una conoscenza di base della grammatica e che sappiano leggere i kana e le prime poche centinaia di kanji. A mio parere questo libro è utilissimo per acquisire dimestichezza con il linguaggio scritto e allargare la propria conoscenza dei kanji proprio in questo delicato periodo di apprendimento in cui si cerca materiale più complesso e interessante degli eserciziari elementari ma non si è ancora in grado di affrontare autonomamente un libro o un giornale se non a prezzo di una notevole fatica di ricerca sui dizionari dei caratteri e della lingua (e quindi con una lentezza esasperante). Il libro risulta ancora più prezioso in quanto il materiale disponibile sul mercato a questo livello è purtroppo piuttosto scarso.

Esempi di pagine: pagine 4-5 (164 kb).

Dizionari

Dizionario Shôgakukan Giapponese-Italiano Italiano-Giapponese (due volumi separati), Shôgakukan, 1717 pag. (volume Giapponese-Italiano), 1735 pag. (volume Italiano-Giapponese), formato 14.0 x 19.4 x 4.2 cm, peso 808 g (ogni volume)

Copertina Il dizionario è composto da due volumi (Giapponese-Italiano e Italiano-Giapponese) venduti separatamente. È abbastanza esteso (75,000 voci) nonostante abbia un formato piuttosto compatto e trasportabile.

Nel volume Giapponese-Italiano le voci sono riportate in kana con dicitura secondaria in kanji; ogni voce ha i diversi significati elencati chiaramente con numeri in grassetto. La spiegazione delle voci comprende anche numerosi esempi d'uso, frasi fatte, locuzioni e parole derivate, tutti tradotti in italiano: i testi in giapponese sono però scritti in kanji senza traslitterazione e senza furigana e possono perciò rappresentare un problema per chi si trovi ai primi stadi dello studio della lingua. Da questo come da altri particolari sembra che il dizionario sia rivolto agli utenti giapponesi più che agli italiani.

Anche dal punto di vista della proprietà del linguaggio è necessario muovere qualche critica. Infatti in molti casi le traduzioni proposte, pur non essendo errate, sono affette da imprecisioni che sembrano derivare da una limitata familiarità con la lingua italiana o da una traduzione non accurata del corrispondente termine inglese.

Un esempio: la prima traduzione proposta per la parola bôchô 傍聴 è assistenza, mentre bôchô significa assistere nel senso di essere presente a, essere spettatore di (in italiano assistenza ha una forte connotazione di prestare aiuto, cooperare che è assente dal termine giapponese). Comunque dopo assistenza il dizionario riporta anche la traduzione più corretta presenza e, per il verbo 傍聴する, essere presente, presenziare, partecipare, assistere.

In altri casi i vocaboli italiani scelti come traduzione del vocabolo giapponese ne rendono sì il significato generale ma sembrano mancare proprio l'equivalente più appropriato. Altre volte manca una descrizione chiara dell'ampiezza del significato del termine giapponese; anche questo difetto sembra essere legato al fatto che l'opera è rivolta soprattutto a un pubblico giapponese e quindi si preoccupa maggiormente di fornire l'equivalente italiano per tutte le accezioni del termine giapponese (supposte note al lettore e richiamate da sinonimi giapponesi, sempre scritti in kanji senza furigana) piuttosto che spiegare al lettore italiano l'uso del vocabolo giapponese. Per alcune parole di uso meno frequente non viene neppure data una traduzione generale, ma viene solamente proposto un esempio di frase (in giapponese) con la sua traduzione italiana; spesso questo modo di procedere illusta solo una delle possibili traduzioni e accezioni del termine.

Questi difetti sono in parte compensati dall'abbondanza di esempi riportati; nel complesso questo dizionario rimane uno strumento utile, anche perché credo si tratti dell'unico dizionario Giapponese-Italiano in vendita in Italia (a parte il piccolo tascabile Vallardi).

Esempi di pagine: pagina 658 (184 kb), pagina 659 (188 kb).

The Japan Foundation, Basic Japanese-English dictionary, Bonjinsha - Oxford University Press, 958 pag., formato 12.8 x 18.5 x 4.4 cm, peso 800 g (1986; ristampa nel 1995)

Copertina Questo dizionario si concentra sui termini più importanti della lingua (contiene solamente 3,000 voci) di cui però illustra estesamente i diversi significati e spiega il modo d'uso, soprattutto nei casi in cui questo abbia qualche particolarità rispetto al termine corrispondente inglese. Le spiegazioni sono integrate da numerose frasi esemplificative, tutte dotate di furigana (anche per i kanji più comuni), di traslitterazione in romaji e di traduzione inglese.

Si tratta quindi di uno strumento utile nelle prime fasi di apprendimento della lingua ma che non può sostituire un dizionario più convenzionale e completo.

Esempi di pagine: pagine 6-7 (144 kb), pagine 8-9 (148 kb).

Kenkyusha's New Japanese-English Dictionary, Kenkyusha, 2111 pag., formato 20.0 x 27.0 x 6.3 cm, peso 2550 g (1918; 4ª edizione nel 1974; 39ª ristampa nel 2000)

Copertina Opera di assoluto riferimento per lo studio della lingua giapponese: l'accuratezza della descrizione dei significati dei termini e la proprietà della scelta della loro traduzione testimoniano di una lunga tradizione di conoscenza della lingua inglese da parte degli studiosi giapponesi che purtroppo non ha riscontro per l'italiano.

Il dizionario presenta una scelta di vocaboli molto ampia (240,000 voci) che comprendono anche termini di uso poco frequente o antiquati (ma non di bungo). I termini sono elencati in caratteri latini (romaji) in cui vengono anche indicati con segni particolari gli accenti di intonazione, con dicitura secondaria in kanji; oltre alle traduzioni sono riportati parecchi esempi d'uso ed espressioni idiomatiche, tutte dotate di traduzione ma scritte in kanji senza traslitterazione né furigana.

L'opera comprende anche un volume separato English-Japanese.

The Great Japanese Dictionary (Nihongo daijiten), Kodansha, 2542 pag., formato 21.2 x 27.4 x 8.3 cm, peso 4050 g (2ª edizione nel 1995; 5ª ristampa nel 1997)

Copertina Grande dizionario della lingua giapponese. Svolge sia la funzione di dizionario monolingua, spiegando in giapponese il significato dei termini della lingua comune e illustrandone l'uso (anche attraverso esempi di frasi), sia di dizionario enciclopedico, riportando notizie e spiegazioni essenziali su personaggi storici (uomini politici, artisti, scrittori), animali e piante, nomi geografici (regioni, città, fiumi, laghi, montagne), opere artistiche e letterarie, termini scientifici o legati alla cultura. Naturalmente tutti i termini che rientrano in questa seconda categoria non sono affatto riportati in un comune dizionario bilingue (giapponese-italiano o giapponese-inglese); ciò rende questo volume uno strumento utilissimo per chi voglia affrontare la lettura di libri in lingua (si può dire che questo dizionario sia per la lingua giapponese quello che il Webster's è per la lingua inglese).

L'opera comprende in tutto circa 200,000 termini; per tutte le voci per cui è possibile (circa 120,000) viene riportata anche la traduzione inglese; le spiegazioni sono integrate da circa 6,500 disegni e fotografie. Sono anche presenti numerose appendici (tavole di grammatica, geografia, storia, ecc.).

Esempi di pagine: pagina 988 (212 kb; si notino le voci sullo jabisen e sullo shamisen con le relative illustrazioni), pagina 1540 (204 kb; si notino le voci sui vari membri della famiglia Tokugawa).

Scrittura

Kenneth G. Henshall, A Guide to Remembering Japanese Characters, Tuttle Publishing, 675 pag., formato 15.2 x 22.8 cm (1988; 13ª ristampa nel 2001)

Copertina Il libro passa in rassegna i 1945 jôyô kanji; oltre alle letture on e kun e ai principali significati, di ogni carattere viene riportata una spiegazione basata sull'etimologia, cioè una ricostruzione dell'origine di ciascuno degli elementi che lo compongono e della logica secondo cui tali elementi sono combinati per formare il significato del carattere. Questo processo di ricostruzione è spesso estremamente difficile a causa dell'antichità dei kanji, che si sono formati in una cultura estremamente remota dalla nostra. In molti casi le analogie e le associazioni di idee, spesso la stessa forma degli oggetti di uso quotidiano che hanno ispirato le persone che li hanno ideati sono oggi perduti o difficilmente comprensibili. Inoltre i caratteri che sono stati adottati in Giappone attorno al periodo Asuka sono già il risultato di un'evoluzione più che millenaria, in cui le loro forme si sono semplificate e stilizzate e i loro significati si sono trasformati in un complesso gioco di analogie e prestiti. Non ci si deve quindi stupire se, nonostante l'analisi delle forme antiche dei caratteri (a volte sensibilmente diverse da quelle attuali) a cui l'Autore ricorre, la spiegazione della loro origine rimanga spesso oscura o incerta tra versioni discordanti e, in alcuni casi, del tutto ignota.

Il libro ha lo scopo dichiarato di voler fornire un aiuto alla memorizzazione dei kanji. Se l'Autore sia riuscito o no in questo proposito è probabilmente una questione di opinione personale. Da parte mia trovo che in generale le etimologie fornite siano effettivamente utili; anche nei casi in cui la spiegazione è vaga o incerta, il fatto stesso di analizzare i vari elementi e cercare di collegarli trasferisce lo sforzo di memorizzazione da un piano puramente grafico/visivo a uno logico/verbale e quindi è di aiuto alla memoria (forse persone che hanno di natura una memoria visiva molto sviluppata la potranno pensare diversamente).

Al fine di facilitare la memorizzazione l'Autore fornisce anche, per ogni carattere, una breve frase, una specie di motto, che cita tutti gli elementi che compongono il carattere e cerca di collegarli al suo significato. Questo artificio dovrebbe fornire una "chiave verbale" sintetica in sostituzione delle sottigliezze e incertezze della spiegazione etimologica vera, ma spesso la semplificazione risulta in un'accozzaglia di termini disparati che francamente non trovo di alcun aiuto alla memoria: è forse questa la parte più discutibile del libro.

Lingua classica (bungo)

Jacqueline Pigeot, Manuel de japonais classique. Initiation au bungo, Langues & Mondes/L'Asiatèque, 179 pag., formato 21.0 x 29.7 cm (1998)

Copertina Questo libro costituisce un'introduzione semplice e non convenzionale alla lingua giapponese classica. Invece di descrivere le caratteristiche grammaticali e sintattiche in modo sistematico e formale come avviene nelle comuni grammatiche, l'Autrice guida il lettore alla scoperta del bungo attraverso una serie di esempi concreti. Al fine di limitare le dimensioni degli esempi nello stesso tempo evitando i problemi connessi con le citazioni da opere estese (i cui estratti possono risultare oscuri per l'assenza del necessario contesto), i testi sono costituiti da proverbi e (a partire dal quarto capitolo) da tanka (per la massima parte estratti dal Shin Kokinwakashû). Si tratta di quasi un centinaio di testi brevi e di significato compiuto, ognuno dei quali è commentato estesamente da un punto di vista grammaticale, introducendo quando necessario anche i riferimenti culturali necessari per la comprensione e l'apprezzamento estetico. I testi sono scelti e ordinati in modo tale che le regole di grammatica possono essere introdotte progressivamente. Alla fine del libro il lettore si troverà quindi in possesso di una conoscenza di base della lingua classica che gli può permettere di affrontare opere più complesse e sistematiche; soprattutto avrà avuto un contatto diretto con la raffinatezza della lingua letteraria e sarà quindi in grado di apprezzare le sottili sfumature della poesia giapponese che sono inevitabilmente perse nelle traduzioni.

Per la semplicità e la gradualità dell'approccio il libro può essere consigliato a chiunque abbia una conoscenza poco più che elementare della grammatica del giapponese moderno.

Yoko Kubota, Manuale della lingua giapponese classica, Libreria Editrice Cafoscarina, 104 pag., formato 21.0 x 29.7 cm

Copertina Questa dispensa (utilizzata nei corsi dell'Università degli Studi di Venezia) è probabilmente l'unica grammatica di lingua giapponese classica disponibile in lingua italiana. Il materiale è presentato con sistematicità ma in modo piuttosto sintetico e schematico; si tratta quindi di un'opera utile come riferimento ma piuttosto ostica come primo approccio al bungo.

Helen Craig McCullough, Bungo Manual. Selected Reference Materials for Students of Classical Japanese, Cornell East Asia Series, 96 pag., formato 13.8 x 21.5 cm (1988; 3ª ristampa nel 1997)

Copertina Prontuario essenziale della lingua classica. La maggior parte del libro è occupata dagli elenchi dei diversi suffissi verbali e delle principali particelle (avverbi, congiunzioni, interiezioni, ecc.) che ricorrono nel bungo. Di ogni termine vengono spiegati abbastanza dettagliatamente il significato e le particolarità grammaticali e vengono anche riportati esempi d'uso tratti dalla letteratura classica. Questo materiale è anche riassunto da tabelle riportate in appendice.

Si tratta quindi di un'opera di consultazione, organizzata in modo razionale e comoda a chi abbia già una conoscenza di base della lingua classica, ma non adatta come primo approccio ad essa.

Shôgakukan kogo daijiten [Grande dizionario Shôgakukan della lingua classica], edizione compatta, Shôgakukan, 1936 pag., formato 18.2 x 23.8 x 6.2 cm, peso 1900 g (1983; 1ª edizione compatta 1994)

Copertina Dizionario monolingua della lingua classica. Nonostante comprenda un numero piuttosto elevato di vocaboli (55,000) ha dimensioni abbastanza compatte, ottenute ricorrendo a piccoli caratteri. Il significato di ogni termine è illustrato attraverso una scelta di sinonimi oppure una spiegazione in lingua moderna, a cui sono sempre aggiunti anche alcuni esempi di frasi tratti da opere originali. In molti casi la spiegazione a parole è integrata da una figura (ad esempio per illustrare la forma di oggetti oggi non più usati, fogge di vestiti o acconciature, elementi architettonici o emblemi).

Il dizionario comprende anche alcune appendici (una storia dei dizionari giapponesi a partire dall'antichità, tavole dei man'yôgana e dell'uso antico dei kana) ma nessuna tavola grammaticale.

Linguistica

Aldo Tollini, Dispensa di filologia e storia della lingua giapponese, 165 pag. (2000)

Copertina Presentazione dell'evoluzione della lingua giapponese dalle origini ai nostri giorni. Trattandosi di una dispensa universitaria, il livello dell'esposizione è piuttosto tecnico e in particolare richiede una certa conoscenza della grammatica giapponese. In appendice sono riportati brevi esempi di testi giapponesi dal X al XIX secolo, tradotti e commentati.

La dispensa del Prof. Tollini può essere scaricata direttamente dal materiale didattico del Dipartimento di Studi sull'Asia Orientale dell'Università di Venezia.

Masayoshi Shibatani, The languages of Japan, Cambridge University Press, 411 pag., formato 15.2 x 22.8 cm (1990; 4ª ristampa nel 1999)

Copertina Dettagliata descrizione dei principali linguaggi del Giappone che non si limita allla lingua standard ma prende in considerazione anche le differenze esistenti tra i vari dialetti (dialetti orientali del Kantô, occidentali del Kansai e meridionali delle Ryûkyû) e la lingua Ainu. I diversi linguaggi sono studiati nei loro aspetti fonetici, grammaticali e sintattici, toccando anche gli aspetti dell'origine, della parentela con altre lingue e dell'evoluzione storica.

Senko K. Maynard, Japanese Communication. Language and Thought in Context, University of Hawai`i Press, 253 pag., formato 15.5 x 23.4 cm (1997)

Copertina Il libro è uno studio socio-linguistico sulle relazioni esistenti tra il linguaggio e la cultura e mentalità dei giapponesi. L'Autrice analizza diverse caratteristiche distintive della lingua giapponese rispetto alle lingue occidentali (e in particolare l'inglese) e fa vedere come molte differenze possono essere ricondotte a una diversa attitudine di fondo nei confronti dell'uomo e della società. In termini molto generali si può dire che mentre l'occidentale attribuisce più importanza all'individuo e alla descrizione oggettiva del mondo, il giapponese pone maggiormente l'accento sulla società e sulla descrizione delle implicazioni soggettive e relazionali della realtà. Anche se osservazioni di questo tipo hanno sicuramente una base di verità, tuttavia quando vengono espresse in termini così generali corrono il rischio di diventare nebulose e vuote di significato. Il merito di questo libro è quello di far vedere come invece queste categorie abbiano un preciso riscontro nella diversità dell'uso del linguaggio e perfino della grammatica del giapponese rispetto alle lingue occidentali.


Altri siti

Japanese Books
Recensione di diversi libri utili per lo studio della lingua giapponese: grammatiche, dizionari, eserciziari e libri di lettura (in inglese).
Pagina http://www.hogaku.it/bibliografia/lingua.html

Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2003
Autore: hogaku@hogaku.it