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Se si escludono le opere contemporanee (posteriori alla restaurazione Meiji) la bibliografia di traduzioni italiane di opere letterarie giapponesi è piuttosto limitata; in questo campo si distingue specialmente l'ottima collana Mille gru, diretta dalla Prof.ssa Adriana Boscaro. Si tratta di poco più di una ventina di titoli, tutti tradotti direttamente dall'originale da esperti in letteratura giapponese dell'Università di Venezia. Ogni volume è anche dotato di un corredo critico esemplare: un'ampia introduzione all'opera che la colloca all'interno del periodo storico e dell'ambiente letterario, fornendo tutte quelle notizie accessorie che sono indispensabili al suo apprezzamento; una biografia e bibliografia dell'autore; abbondanti note ed un glossario con la spiegazione dei termini più importanti.
Una storia della letteratura che ha il pregio di non fermarsi agli
aspetti estetici, stilistici e linguistici delle opere letterarie ma
che, attraverso di esse, cerca di ricostruire un quadro più ampio
della cultura dei diversi periodi. Così l'esame delle opere
storiografiche del
periodo Nara
(come il
Kojiki
e il
Nihon shoki)
ci permette di comprendere meglio il processo di formazione di una
"cultura di Stato" a sostegno della dinastia imperiale; il confronto
tra la produzione poetica e narrativa dell'inizio e della fine del
periodo Heian
consente di seguire le tappe dell'incontro tra una cultura ufficiale
importata dalla Cina e una cultura autoctona pre-Nara e la loro
progressiva fusione, la penetrazione di una religione importata e
inizialmente elitaria come il buddhismo nella mentalità comune, ecc.
Pertanto la lettura del libro è utile non solo a chi cerchi un
panorama completo e dettagliato della letteratura del Giappone, ma
anche a chi sia interessato più in generale alla cultura e alla storia
del paese. Sicuramente affrontare le mille e più pagine di questi tre
volumi rappresenta un notevole investimento di tempo e di attenzione
ma è una fatica che viene abbondantemente ripagata in termini di
comprensione e di approfondimento delle correnti di pensiero che
sottostanno agli eventi storici attraverso l'incontro (seppur
indiretto) con alcuni dei loro protagonisti.
Questo manuale contiene una quantità incredibile di informazioni sulla
letteratura e in generale la cultura giapponese. Comprende dieci
sezioni:
In generale il libro è strutturato in modo da essere usato come
opera di riferimento e consultazione, ma le parti 1 e 5 costituiscono
dei brevi ma informativi saggi introduttivi alla storia della
letteratura e al teatro classico. Un'opera utilissima nello studio
della letteratura e della storia del Giappone.
Un manuale completo su tutte le forme di teatro giapponese, a partire
dalle forme più antiche (come il
kagura, il
gigaku, il
bugaku, il
sangaku, il
dengaku, il
sarugaku)
fino alle forme classiche
(nô,
kyôgen,
bunraku e
kabuki)
e agli sviluppi più recenti (posteriori alla
restaurazione Meiji:
shinpa e shingeki).
Tutte le forme principali sono presentate sia nella loro evoluzione storica che negli aspetti estetici, letterari e tecnici. Ad esempio il capitolo sul bunraku descrive l'evoluzione della tecnica costruttiva dei burattini e del modo di manovrarli a partire dagli antichi kugutsushi fino ai tempi moderni e l'evoluzione dei temi e dei testi dal kinpirabushi a Chikamatsu Monzaemon e oltre. Solo brevi accenni sono invece forniti sugli aspetti musicali.
Del libro esiste anche una traduzione italiana:
Benito Ortolani, Il teatro giapponese. Dal rituale sciamanico alla
scena contemporanea, Bulzoni Editore, 472 pag. (1998).
Traduzione francese
dell'Ise monogatari,
corredata di una breve prefazione che fornisce notizie essenziali
sull'opera e sulla biografia del suo protagonista Ariwara no Narihira
e da note al testo.
Traduzione italiana dei primi 41 capitoli del
Genji monogatari,
il più importante dei grandi romanzi del
periodo Heian,
che ha costituito per secoli un punto di riferimento nel campo della
sensibilità poetica, dello stile e del linguaggio. La sua lettura ci
mette a contatto con incredibile freschezza e modernità con il mondo
della Corte Imperiale dell'XI secolo.
Non si tratta di una traduzione diretta dall'originale giapponese,
ma di una traduzione basata sulla versione inglese di Arthur Waley,
una versione apprezzata per le sue qualità letteraria ma anche
criticata per l'eccessiva libertà e mancanza di fedeltà all'originale.
Il volume è dotato di una breve prefazione e di scarse note. Ognuna delle
parti del romanzo è preceduta da un elenco dei personaggi.
Questo volume presenta la traduzione italiana degli ultimi 13 capitoli
(dal 42º al 54º) del
Genji monogatari
e quindi rappresenta il seguito della precedente
Storia di Genji. Anche in questo caso
si tratta di una traduzione della versione inglese di Arthur Waley,
effettuata da Piero Jahier e pubblicata per la prima volta nel 1944,
qui integrata dall'aggiunta di alcune parti che nell'edizione originale
erano state tagliate o riassunte.
Edizione integrale del
Genji monogatari
tradotto in inglese da Royall Tyler.
Il testo è corredato da note esplicative dei numerosi rimandi alla
letteratura e alla cultura dell'epoca di cui il testo è ricco e
da disegni che illustrano oggetti
(indumenti, suppellettili, mobili, strumenti musicali) citati
nel racconto che erano comuni nel
periodo Heian
ma che ovviamente sono sconosciuti alla maggior parte dei lettori odierni. In
appendice sono riportate mappe della città di
Heian
e del Palazzo Imperiale, una cronologia dei principali avvenimenti del
romanzo e alcuni glossari.
Traduzione italiana del
Makura no sôshi.
Edizione integrale del
Kokinwakashû,
una delle più importanti antologie di poesie giapponesi. Per ciascuno
dei 1111
waka
viene riportato il testo giapponese, la traslitterazione
romaji,
la traduzione italiana, la descrizione dell'occasione in cui la poesia
è stata composta (quando è nota) e alcuni commenti esplicativi. Delle
due prefazioni con cui l'opera è stata originariamente pubblicata (la
prefazione in lingua giapponese di
Ki no Tsurayuki
e la prefazione in lingua cinese di Ki no Yoshimochi) non è riportato
il testo originale ma solo la traduzione italiana (corredata di
abbondanti note). Il volume comprende inoltre un'introduzione che
tratta della compilazione, della struttura e della poetica dell'opera
e che descrive in dettaglio le principali figure retoriche tipiche
della poesia giapponese
(makurakotoba,
jokotoba,
kakekotoba,
engo,
mitate).
Traduzione italiana
dell'Ochikubo monogatari,
corredata di un'ampia introduzione, note e glossario.
Traduzione italiana del
Taketori monogatari,
corredata di un'ampia introduzione, note e glossario.
Traduzione in lingua francese dei testi di 61 brani di
saibara,
cioè di tutti i brani di questo genere musicale che sono giunti sino a noi. In
molti casi la traduzione è accompagnata da estratti da opere letterarie
antiche (soprattutto dal
Genji monogatari)
in cui il brano di
saibara
viene citato: si tratta di documenti brevi ma molto utili per comprendere
il ruolo che questo tipo di intrattenimento doveva avere nella
ristretta cerchia sociale della nobiltà della corte di
Heian.
Traduzione inglese dello
Heike monogatari,
l'epopea della sanguinosa guerra tra le famiglie
Taira
e
Minamoto
che costituisce la pagina epica più importante della letteratura
giapponese.
Il volume è corredato di una breve appendice che riporta mappe geografiche,
tavole cronologiche e genealogie che aiutano la comprensione degli eventi
narrati.
Il volume raccoglie le traduzioni inglesi di undici copioni scritti da
Chikamatsu Monzaemon
per il
bunraku,
e cioè:
I testi delle opere teatrali sono preceduti da un'estesa
prefazione di Donald Keene (38 pagine) che presenta la vita e l'opera
di
Chikamatsu Monzaemon,
inquadrandola nell'evoluzione del
bunraku
e nell'ambiente culturale e sociale della sua epoca: si tratta di un
saggio estremamente interessante che costituisce un'utile introduzione
alla comprensione e all'apprezzamento del mondo poetico del grande
commediografo.
La vicenda dei 47
rônin
è sicuramente uno degli episodi più conosciuti di tutta la storia
giapponese. Si tratta di un fatto realmente accaduto, anche se nelle
innumerevoli opere letterarie che ha ispirato esso ha assunto il
carattere di un esempio di eroismo così estremo ed emblematico da
diventare quasi leggendario. Nel 1701 Asano Naganori, giovane
daimyô
del feudo di En'ya, è incaricato dallo
shôgun
di organizzare una solenne cerimonia per accogliere un inviato
imperiale. Egli si rivolge per istruzioni al Ministro del Cerimoniale
Kira Yoshihite presentandogli, secondo l'uso del tempo, preziosi
doni. Tuttavia l'avido e corrotto Kira giudica troppo modesti gli
omaggi di Asano e lo umilia pubblicamente. Irato Asano estrae la spada
e ferisce lievemente Kira e viene perciò condannato a commettere
seppuku;
inoltre i suoi beni vengono requisiti e il suo feudo smembrato e tutti
i suoi
samurai
diventano quindi
rônin.
Un gruppo di samurai di Asano decide di vendicare la morte del proprio signore. Per più di un anno essi mettono a punto i dettagli del piano, incontrandosi segretamente e recidendo i legami con le proprie famiglie. Nel giorno convenuto i 47 congiurati irrompono nella casa di Kira, lo uccidono e portano la sua testa mozzata sulla tomba di Asano. Nonostante la loro lealtà al proprio signore susciti l'ammirazione della popolazione e dello shôgun, essi sono condannati a commettere seppuku per aver ucciso un Ministro; solo il più giovane di loro viene lasciato in vita per poter presentare le offerte rituali sulle tombe dei compagni.
Come spiegato nell'introduzione, il racconto presentato in questo
libro non è la traduzione di un'unica opera ma la collazione e il
riassunto di diverse fonti (tra cui il
Kanadehon Chûshingura),
tradotte in francese e riadattate dall'Autrice e qui ritradotte dal
francese in italiano. Tuttavia il risultato possiede un'unità
stilistica e narrativa che non lascia affatto trasparire l'opera di
collage effettuata. Il racconto viene presentato come una
testimonianza diretta dell'unico superstite dei 47
rônin
ed è completamente avvincente (particolarmente riuscita è la
descrizione del clima di snervante attesa e di incertezza durante il
lungo periodo di preparazione della vendetta).
Un breve romanzo permeato da un'atmosfera distesa, quasi solare,
diversissima da quella delle opere di Tanizaki Jun'ichirô a sfondo
erotico ossessivo o masochista (come La chiave, Vita segreta
del signore di Bushû o Diario di un vecchio pazzo) per cui
forse l'Autore è maggiormente conosciuto in Italia.
La trama racconta di un viaggio del protagonista nella regione montuosa di Yoshino, nota per la bellezza della natura (la fioritura dei ciliegi a Yoshino è uno dei topoi della poesia giapponese a partire dall'antichità) e per essere legata ad alcuni degli eventi-chiave della storia del Giappone; tra di essi l'Autore fa riferimento soprattutto alla storia d'amore e di fedeltà tra la bella Shizuka e Minamoto no Yoshitsune (l'eroe della guerra Genpei) e alla vicenda del principe Jitennô, uno degli ultimi discendenti della linea imperiale "del Sud" (vedi il paragrafo Il periodo Nanbokuchô).
Addentrandosi nei boschi e tra i villaggi sperduti di questa regione
il protagonista si immerge nelle vestigia di un passato remoto,
rivisitato senza rimpianto ma piuttosto con un sentimento di
riscoperta di una calda familiarità, in cui magicamente rivivono le
suggestioni di antichi miti (come quello della volpe bianca che si
trasforma in una fanciulla per incantare gli incauti viandanti).
Il sito Premodern Japanese Studies mantiene un elenco di traduzioni disponibili in lingue occidentali (soprattutto inglese) di opere classiche giapponesi.
Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2003